GIORNO DEL RICORDO

11/02/2016 12:19:00

Il Giorno del Ricordo celebrato, mercoledì 10 febbraio, nell’anniversario della firma del trattato di pace con il quale alla Jugoslavia furono assegnate l'Istria e gran parte della Venezia Giulia. È il giorno in cui si commemorano le vittime delle foibe, l’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati dopo la Seconda Guerra Mondiale. Questa giornata è stata istituita con la legge del 30 marzo 2004 quest’anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha tenuto un discorso ufficiale come avvenne con i suoi predecessori, in quanto si trova in visita negli Stati Uniti, il Quirinale ha però diffuso una nota con le parole del Capo dello Stato che dice: “La nostra identità di Paese democratico ed europeo non poteva accettare che pagine importanti delle sua storia fossero strappate, lasciando i nostri concittadini del ‘confine orientale’ in una sorta di abbandono morale. Ristabilire la verità storica e coltivare la memoria sono frutto di un'opera tenace e preziosa, che le associazioni degli esuli e le comunità giuliano-dalmate e istriane hanno contribuito a realizzare. La Giornata del Ricordo, nel rinnovare la memoria delle tragedie e delle sofferenze patite dagli italiani nella provincia di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate, è occasione per dare vita a una storia condivisa, per rafforzare la coscienza del nostro popolo, per contribuire alla costruzione di una identità europea consapevole delle tragedie del passato. L'abisso della guerra mondiale e le aberrazioni dei sistemi totalitari sono ora alle nostre spalle, anche se quei segni non possono essere cancellati e deve sempre guidarci la consapevolezza che le conquiste di civiltà vanno continuamente attualizzate. Ricordare non deve favorire il rancore, ma liberare sempre più la speranza di un mondo migliore. Oggi l'Europa è vista come il continente della democrazia, della fratellanza, della libertà, della pace tra i popoli. Per continuare ad esserlo deve superare gli egoismi che frenano il suo progetto e l'illusione che un ritorno ai nazionalismi possa proteggerci dai rischi della globalizzazione. Anche in questo caso la storia e la memoria comune possono fornire un grande aiuto per guardare al futuro e per scacciare dal destino dei nostri figli ogni pulizia etnica e ogni odio razziale”. Fonte www.polisblog.it

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